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Descrizione
Citato nell'età moderna per la prima volta nel 1825 dall'Acerbi e descritto dal Carducci in Viala e Vermorel(1909).Sembrerebbe sia stato introdotto dai Greci lungo la costa tirrenica, al tempo della fondazione delle loro colonie nel VI-VII secolo a.c. Ciò potrebbe spiegare la presenza di sinonimi come Ellanico, successivamente mutato in Aglianico, durante la dominazione spagnola(XV-XVI secolo)per i quali la doppia L(ll) pronunciata in Italiano, suona "gli".Fose è il vitigno con il quale i romani producevano il Falerno.Vi è anche un'ipotesi,che il nome derivi dal greco aglianos:chiaro e agliaia splendente.Quindi vini chiari e splendenti per distinguerlo da altri vini campani come Lacrima e Mangiaguerra, molto piu' scuri.Inoltre l'antica denominazione "glianico" potrebbe risalire allo spagnolo "llano-piano/pianura"da cui "uve del piano" e quindi originato dalla domesticazione di viti selvatiche. Il vino si presenta di colore rosso rubino piu' o meno intenso o granato vivace, con riflessi arancione dopo l'invecchiamento.Odore vinoso con profumo delicato caratteristico che migliora con l'invecchiamento.